Lu Ramu Sottu Mari — Bortigiadas

Lu Ramu Sottu Mari

Paese
Bortigiadas
Area
Gallura interna
Lingua cantata
gallurese
Anno
2026
Serie
Cartas de Sardigna

Il fatto

Nel 1943, secondo l'unica fonte ritrovata finora, 500 tonnellate di minerale di rame partono dalla miniera di Li Menduli, a Bortigiadas (Bultiggjata), e affondano con la nave che le trasporta. Il racconto resta da verificare: se conoscete il nome della nave o un documento d'archivio, scrivetemi. Il testo racconta anche un altro passaggio: quello dal logudorese al gallurese, da una generazione all'altra.

Il testo

gallurese
Bultiggjata... Sott’a la petra, lu ramu. Dentru a la ghjenti, la 'oci. Mille novicentu carantatrè... Da li Menduli di Bultiggjata falava lu ramu cu li mani, petra spaccata, sudori nieddu, anni di trabaddu in li minieri. Cincucentu tunnillati, carricati pà partì, la muntagna li vidìa falà, ma no li vidìa più vultà. Lu ramu partìa versu lu mari, la 'oci cambiava in ogni casa. Nimu vidìa lu cambiamentu: una paraula dopu l’altra. Lu ramu sottu mari, la 'oci ancora in terra. Una lingua si trasforma, ma la mimoria no si perdi. Bultiggjata, Bultiggjata, tra la petra e lu ventu. Cambia lu sonu di li 'oci, ma lu cori resta dentru. Li 'ecchji faiddavani loguduresu, li fiddoli rispundiani altrimenti. Una paraula cambiava sonu, una casa cambiava lingua. No in un ghjornu, no in una notti, ma pianu, da babbu a fiddolu. La 'oci antiga no era morta, stava nascosta in li nomi. In li nomi... in li petri... in la terra... Li tunnillati partini. Dui linghi fermani. Una sottu a l’altra. Comu lu ramu sottu mari. Bultiggjata! Cambia la 'oci, no la mimoria! Bultiggjata! Cambia la lingua, resta la storia! Lu ramu sottu mari! La mimoria dentru a noi! Lu ramu sottu mari! Bultiggjata no si perdi! Si lu mari teni lu ramu, la terra teni li passi. Si lu tempu cambia la lingua, la petra teni li nomi. No semu una 'oci sola. Semu li 'oci vinuti prima. Loguduresu sottu la peddi, gadduresu supra la lingua. Lu ramu sottu mari, la 'oci ancora in terra. Una lingua si trasforma, ma la mimoria no si perdi. Bultiggjata, Bultiggjata, tra la petra e lu ventu. Cambia lu sonu di li 'oci, ma lu cori resta dentru. Cincucentu tunnillati... lu ramu sottu mari. Dui linghi... una sola terra. Bultiggjata...
Traduzione italiana
Bultiggjata… Sotto la pietra, il rame. Nel cuore della gente, la voce. Millenovecentoquarantatré… Da Li Menduli di Bultiggjata il rame scendeva tra le mani, pietra spaccata, sudore nero, anni di lavoro nelle miniere. Cinquecento tonnellate, caricate per partire, la montagna le guardava scendere, ma non le vide mai tornare. Il rame partiva verso il mare, la voce cambiava in ogni casa. Nessuno vedeva il cambiamento: una parola dopo l'altra. Il rame sotto il mare, la voce ancora sulla terra. Una lingua si trasforma, ma la memoria non si perde. Bultiggjata, Bultiggjata, tra la pietra e il vento. Il suono delle voci cambia, ma il cuore resta dentro. Gli anziani parlavano logudorese, i figli rispondevano in un altro modo. Una parola cambiava suono, una casa cambiava lingua. Non in un giorno, non in una notte, ma piano, dal padre al figlio. La voce antica non era morta, restava nascosta nei nomi. Nei nomi… nelle pietre… nella terra… Le tonnellate partono. Due lingue restano. L'una sotto l'altra. Come il rame sotto il mare. Bultiggjata! Cambia la voce, non la memoria! Bultiggjata! Cambia la lingua, resta la storia! Il rame sotto il mare! La memoria è in noi! Il rame sotto il mare! Bultiggjata non si perde! Se il mare tiene il rame, la terra tiene i passi. Se il tempo cambia la lingua, la pietra tiene i nomi. Non siamo una voce sola. Siamo le voci venute prima di noi. Il logudorese sotto la pelle, il gallurese sulla lingua. (ritornello) Cinquecento tonnellate… il rame sotto il mare. Due lingue… una sola terra. Bultiggjata…

Le riletture

Testo scritto in gallurese, riletto e approvato da Martine de Lumbaldu il 16 settembre 2026, prima della pubblicazione. La grafia del nome del paese, Bultiggjata (o Bultigghjata), resta da confermare con un parlante di Bortigiadas.

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